Il richiamo del Trebbia
(5 giorni)
di Valentina Scaglia
Lungo uno dei fiumi italiani più intatti: anse verde smeraldo, profonde gole, boschi e buona cucina.
Dal Monte Antola, da cui si scorge lontano il Mar Ligure, affondiamo tra le pieghe di una zona verdissima, a tratti selvaggia: l’alta Val Trebbia, dove lo spopolamento ha colpito la montagna appenninica lasciandosi dietro piccoli musei di pietra, mentre la foresta riconquista i pascoli. Un percorso nuovo, tra rupi rocciose e le sinuose gole del fiume, con piacevoli sorprese: un vecchio ponte, il bagno in un’ansa segreta, un albero secolare a guardia di una rovina, guadi del fiume… Mulattiere storiche si uniscono ai sentieri Cai per formare un percorso nato sull’onda dell’emozione, quando si è costituito un gruppo di rivoluzionari eclettici uniti da un proposito: difendere il Trebbia da un progetto di sbarramento e deviazione delle acque che l’avrebbe profondamente snaturato. Per i posti tappa abbiamo privilegiato le piccole realtà locali.
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Il silenzio domina su di noi e su Canate. Un tavolo. Una sedia. Rotti, rotti dal tempo. Poi una cantina, il buon aroma del vino imprigionato lì da anni ci assale…
Martina Sacconi
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